Wednesday, November 23, 2011


...tracce che la mia mente lascia sul foglio

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Senza comprensione non vi può essere amore


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...Gautama vide che comprensione e amore sono un'unica cosa. Senza comprensione non vi può essere amore. Il carattere degli uomini è il prodotto di condizioni fisiche, emotive e sociali. Questa comprensione ci impedisce di odiare anche chi agisce crudelmente e ci spinge a fare qualcosa per cambiare quelle condizioni. La comprensione origina compassione e amore.... Per poter amare bisogna prima comprendere ღ
 
(dal libro Vita di Siddharta il Buddha di Thich Nhat Hanh)

Sunday, November 20, 2011



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Come è possibile non innamorarsi di quest’uomo capace di considerare tutte le interazioni di vita come esperienze meditative?

Yasunari Kawabata, premio Nobel per la letteratura 1968 lo definisce come: "il più rigoroso e profondo dei maestri Zen" 
(qui lo scritto)

Ecco qui la sua biografia:
La vita di Ikkyu
Descritta da:
John Stevens
traduzione: Marco Baggi

Ikkyu Sojun nasce in Giappone all’alba del primo giorno del 1394, pare dalla relazione tra l’imperatore Gokumatsu e un membro della influente famiglia Fujiwara. La madre, attendente di corte, fu calunniata dalla regina e di seguito cacciata da palazzo prima della nascita di Ikkyu

In queste difficili circostanze, la madre di Ikkyu fu obbligata a trasferire il figlio, all’età di cinque anni a Ankoku-ji, un tempio Zen Rinzai a Kioto, per farlo iniziare alla vita monacale. Il piccolo e precoce novizio si face subito distinguere, diventano ben presto celebre per la sua mente acuta e il comportamento indiavolato. Ikkyu fu si vivace, ma estremamente serio nello studio dello Zen. Quando ebbe 15 anni venne a sapere per caso delle sue origini reali che lo condussero ad abbandonare il tempio “pieno di vergogna” continuando il suo apprendistato presso Ken’o, un eccentrico maestro fuori tempo che viveva in una baracca presso una collina.

Ikkyu rimase con Ken’o fino alla sua morte, avvenuta nel 1414, che lo portò alla depressione fino al punto di meditare il suicidio. Riuscì tuttavia a proseguire la sua esistenza chiedendo di essere ammesso presso l’eccentrico maestro Kaso, un alto riferimento dello zen del non non-senso della vecchia scuola. Il regime di vita presso il ritiro di Kaso fu molto pesante: poco cibo, tanto lavoro, poco sonno e un’infinità di ore di meditazione.

La ricerca di Ikkyu per il risveglio fu lunga ed ardita ma nel mezzo dell’estate in una notte del 1420, meditando su di una barca nel lago Biwa, il gracchiare di un corvo condusse il ventiseienne Ikkyu a vivere, pieno di stupore, il momento che descrisse in questi versi:

Agitazione per venti anni
subbuglio e rabbia,
ora il momento è arrivato!

Il corvo ride, un arhat sorge
dal sudiciume,
E alla luce del sole una stanca,
bellissima melodia

Quando Kaso si presentò a Ikkyu con l’inka, il sigillo dell’illuminazione, questi lo gettò con violenza a terra protestando, per poi andarsene. Malgrado questo fatto ed altre incomprensioni tra maestro e discepolo, Kaso disse: “Ikkyu è il mio vero erede, ma la sua via è selvaggia”

Dopo la morte di Kaso avvenuta nel 1428 iniziò effettivamente la sua intensa vita selvaggia facendosi chiamare “nuvola pazza”. Dedicò una buona parte della sua esistenza da monaco pellegrino, vagando tra le regioni di Kyoto, Nara, Osaka, e Sakai. Ikkyu si incontrò e condivise il suo tempo con personaggi appartenenti a tutti i ceti sociali, dai più elevati, (ebbe differenti incontri con l’imperatore in ritiro Gokomatsu) ai meno abbienti (spesso condivise i sui viaggi con mendicanti). Ikkyu fu il preferito dai mercanti, che amarono il suo stile antico, sebbene fu difensore dei poveri contro gli avidi proprietari terrieri. In un’occasione, per esempio, si comportò da Robin Hood rubando denaro messo da parte per un funerale di un ricco signore e dividendolo tra i senzatetto.

Una volta Ikkyu, indossando il suo solito vestito malmesso, si recò alla porta di casa di una ricca famiglia chiedendo l’elemosina, che gli fu negata, accompagnata dall’ordine di andarsene.
Il giorno seguente, si presentò ad una festa organizzata dalla stessa famiglia vestito però di tutto punto, da abate. Quando gli fu presentato il vassoio di vivande, Ikkyu si tolse l’abito gridando: “cosa state facendo? Il cibo appartiene al vestito, non a me!” e così dicendo se ne andò

Ikkyu inframmezzava i suoi viaggi con lunghi ritiri sulle montagne isolate, dove coltivava verdura e faceva meditazione. Annoverava molti artisti tra il suo cerchio di amicizie e la sua arte dinamica ebbe un profondo impatto sullo sviluppo della poesia, la pittura, la calligrafia, la cerimonia del tè, l’arte del disporre i fiori ed il teatro giapponese del Noh.

Periodicamente, gli fu proposto di rivestire la carica di responsabile di qualche tempio. La volta in cui accettò, desistette dopo qualche giorno disgustato dalla ipocrisia e dalla bramosia di fama e ricchezza da parte dei monaci:

Chi tra i discendenti Rinzai
trasmette davvero lo Zen?
(it is concealed in this blind donkey).
Sandali di paglia e bastone di bambù,
una vita senza restrizioni -
Potete possedere un fantasticotrono,
un palco di meditazione,
ed uno Zen che da fama e ricchezza

Durante tutta la sua vita Ikkyu volle che il suo zen fosse crudo, diretto, autentico. Per lui voleva anche dire essere totalmente aperti all’esperienza sessuale: “se uno è assetato, sogna dell’acqua, se ha freddo,sogna vestiti pesanti. E’ nella mia natura sognare il piacere della camera da letto!”. Dopo le prime esperienze omosessuali nel monastero Ikkyu si rivolse alle donne come costante ispirazione della sua incontenibile gioia. Ci furono per lui momenti di deprivazione, difficoltà e intensa sofferenza, accettate ugualmente come valide esperienze zen.

Dopo otto decadi di vita selvaggia, nel 1474 fu chiesto a Ikkyu di diventare abate del Daitoku-ji, il monastero distrutto durante l’insensata guerra Onin. In sette anni Ikkyu riuscì nell’impresa ma lo sforzo fu eccessivo e Ikkyu morì seduto nella posizione loto nel 1481 all’età di ottantasette anni. Non molto prima disse ai suoi discepoli:

Quando me ne sarò andato, qualcuno di voi
si isolerà nella foresta
o in montagna a meditare, mentre altri
berranno saké e godranno
la compagnia delle donne. Sono entrambi
modi eccellenti di Zen. Ma se qualcuno diventa
un ecclesiastico professionista, farfugliando
“la via dello Zen” sarà mio nemico.

Ikkyu iniziò a scrivere poesie molto presto da ragazzo e nella sua “antologia di nuvola pazza” ne sono raccolte più di mille (Kyoun-shu) riunite dai suoi discepoli. Come ogni altra cosa nella sua vita, Ikkyu evitava le regole della composizione e le poesie hanno stile e forme differenti. Molti dei suoi versi descrivono l’ipocrisia imperante nel clero buddista, altri denigrano la corruzione della corte imperiale e dei suoi subalterni.

Questa accesa critica è completamente giustificata anche se , perfino Ikkyu, sentì di essere andato un po’ oltre: “quante persone ho ferito con le mia parole pungenti?” urlando contro se stesso, lamentandosi della sua mancanza di autocontrollo e della sua eccessivo amore per la poesia. Oltre alle poesie a sfondo religioso, Ikkyu compose un certo numero di componimenti koan (di solito le sue poesie sono più difficoltose del koan stessi). Scrisse anche in prosa e “scheletro” è il titolo di uno dei più famosi.

(un grazie ad Alessandra di "Angolino Zen" che me lo ha fatto ri-scoprire)

Tuesday, October 18, 2011

London by Night

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Il silenzio parla
il linguaggio universale della pioggia.
I vetri si dissetano di perle d'acqua ღ


Friday, October 07, 2011

Al parco

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 Foglie che danzano e capelli negli occhi.
Piacevolmente arruffata dal vento ღ

Monday, October 03, 2011

 Impermanenza

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Occhi al cielo
volo d'uccello.
Lo seguo con lo sguardo.
Non lo vedo più.




Sunday, September 18, 2011

Con la testa tra le mani 

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E mi domando dove stanno ora tutti i miei bei pensieri di ieri. Perchè sono brava ad essere saggia quando credo che tutto vada bene  

Sunday, September 11, 2011

 Le Assenze

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Socchiudo gli occhi e riconosco il mio mondo. Poi dedico una preghiera a tutte le persone che a un certo punto si sono allontanate da me. Le persone con cui avrei potuto avere un rapporto diverso, e con le quali, invece, per qualche ragione non è andata bene. In questo mondo, a causa delle circostanze in cui li ho incontrati, tra me e loro le cose non hanno funzionato in nessun modo. Ma sento, ne sono certa, che da qualche parte, in un mondo profondo e lontano, su una bellissima riva, ci sorridiamo, ci offriamo gentilezza, e trascorriamo insieme momenti felici ღ

(B.Yoshimoto da Ricordi di un vicolo cieco)

Friday, September 09, 2011

 Grazie...
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...perchè le persone, quando ti vogliono bene, te ne vogliono indipendentemente dalle tue idee e dalla strada da te scelta ღ

...grazie terrunciella mia ❤  

Sunday, September 04, 2011

...un altro mio parto notturno ღ


Anticipo d'autunno
 
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Lo svolazzare delle tende di tulle leggero mostra tegole lucide di pioggia.
Respiro pulito ღ

Saturday, September 03, 2011

 Sofia...
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Il tuo sguardo mi ha seguita finchè non mi hai vista scomparire dietro il cancello. Mi voltavo, ogni tanto, e ti vedevo con il musino appiccicato al finestrino dell'auto. Il mio cuore si è riempito di tenerezza ღ

Friday, September 02, 2011

...

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...e dovrei levarmi la veste che mi sono cucita addosso dal tempo senza inizio. Ma levare una veste significa poi rimetterne per forza un'altra. Levo una veste che non mi piace per poi rimetterne un'altra cucita nel modo che vorrei adesso, per come mi sento ora. Ma sempre di una veste si tratta. Quindi tanto vale che mi tengo la mia e ce la metto tutta per sentirmici bene, modificando eventualmente qualche difettuccio che il tempo mi ha permesso di vedere.  Senza giudicarla ღ

Thursday, September 01, 2011

 Ricreare l'esperienza di ieri

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Guardate, signori, vi capita di vedere un bel tramonto o un bell’albero in un campo e appena lo guardate ne gioite in modo completo, totale; ma poi ci ripensate con il desiderio di riprovare quel godimento. Che cosa succede quando tornate indietro con il desiderio di gioire di nuovo? Non c’è nessun godimento, perché si tratta di un ricordo del tramonto di ieri che vi spinge, vi sollecita a gioire. Ieri non c’era nessun ricordo, soltanto un apprezzamento spontaneo, una risposta diretta; ma oggi siete desiderosi di ricreare l’esperienza di ieri. Ossia, la memoria interviene fra voi e il tramonto e quindi non c’è nessuna gioia, nessuna ricchezza, non c’è la totalità della bellezza. Oppure, diciamo per esempio che ieri un amico vi ha fatto un complimento o vi ha detto qualcosa che vi ha offeso; voi trattenete il ricordo delle sue parole e oggi lo incontrate con quella memoria. Voi non state veramente incontrando il vostro amico perché tenete con voi il ricordo di ieri, che interviene. E così noi andiamo avanti a circondare noi stessi e le nostre azioni di ricordi e perciò non c’è nulla di nuovo, di fresco. E’ per questo che la memoria rende la vita pesante, monotona e vuota ღ

J. Krishnamurti - The Collected Works vol V, p 119

Monday, August 29, 2011

Poco fa, al parco...

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...camminavano tenendosi per mano. 
Lui, lei e il bambino non ancora nato ღ

Saturday, August 27, 2011

Guardo verso l'alto...

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...e nel cielo sopra Legnano montagne di gelato al limone ღ




Friday, August 26, 2011

E all'improvviso...

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...voglia di Koan, di quelli da non dormirci la notte ღ

Tuesday, August 23, 2011

Spire d'Anime
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...durante la meditazione la sua presenza è diventata assoluta e tangibile. Lo sentivo con l'olfatto. 
Mi sarei messa a piangere, ma ho capito che non dovevo. Le lacrime sono parte della vita corporea, e l'incontro di due anime non ha niente a che fare con il corpo. Non eravamo persone, non avremmo parlato...
Eravamo due anime che finalmente avevano capito ogni cosa, che slegate dai corpi comunicavano con infinita saggezza. Le ho viste entrare l'una nel cerchio dell'altra, fondersi, dividersi di nuovo, e contemplarsi nella loro perfezione e reciproca affinità. Sapevano tutto. Sapevano tutto da molto tempo e sapranno tutto sempre. Non avevano bisogno di perdonarsi; erano nate perdonandosi.
Osservavo le loro magnifiche circonvoluzioni e imparavo una lezione di distacco ღ

(dal libro Mangia, Prega, Ama )



(nell'immagine...due anime pronte a volare via al primo soffio del vento)

Sunday, August 21, 2011

L'inizio...

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 ...and sweet dreams

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BuonaNotte in questa notte senza BuonaNotte.
BuonaNotte per tutte le BuonaNotte che ci sono state,
BuonaNotte per tutte le BuonaNotte che ci saranno ღ



Saturday, August 20, 2011

Profumo di antichi ricordi
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Sono tornata ora dalla mia casa al lago dove, prima di cena, la mia mamma mi ha preparato un vasettino di erbe aromatiche del suo giardino, essicate e macinate al momento col vecchio macinino a manovella che fu della mia nonna (quello che macinava i grani del caffè e che quando lo usava la casa era pervasa dall'aroma di quei chicchi). Annuso...  
(altro che il chimico Ariosto)!
Remembering

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 Quel Suono del Silenzio che tanto mi manca ღ 

Friday, August 19, 2011

 Buone ninne...

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Le pale del ventilatore muovono le wind chimes e il suono rilassante si mescola al respiro del vostro dormire.
Distese nel letto, accanto a me, vi osservo bambine mie. 
Ed è subito gioia ღ

Thursday, August 18, 2011

 La Gioia dell'Amore
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Quando ami, sei felice. Quando non puoi amare, non puoi essere felice, gioiosa. La gioia è una funzione dell’amore, un’ombra dell’amore; lo segue sempre. Dunque, diventa sempre più amorevole, e sarai sempre più gioiosa. Non ti preoccupare, non chiederti se il tuo amore sarà ricambiato o no, non è affatto importante. La gioia segue l’amore automaticamente, che venga ricambiato o no, che l’altro corrisponda o no. Questa è la bellezza dell’amore, il suo risultato implicito: il suo valore è intrinseco all’amare stesso. Non dipende affatto dalla risposta dell’altro, è totalmente nelle tue mani e non fa alcuna differenza a chi indirizzi il tuo amore: un cane, un gatto, un albero oppure una pietra. Puoi semplicemente sederti di fianco a una pietra ed essere in amore. Puoi farti una chiacchierata, la puoi baciare, ti puoi sdraiare su di essa. Sentiti un tutt’uno con quella pietra e all’improvviso sentirai una scossa energetica, un ribollire di energia, e proverai una gioia immensa. Forse quella pietra non ti ha contraccambiato, forse l’ha fatto: questo non è per nulla importante. Ti sei sentita colma di gioia perché hai amato: chi ama è felice, gioioso. Allorché conoscerai questa chiave, potrai essere gioiosa ventiquattr’ore su ventiquattro. E se ami ventiquattr’ore al giorno, senza più dipendere da un oggetto d’amore, diventerai sempre più indipendente; infatti potrai essere in amore anche se nessuno è presente. In questo caso potrai amare il vuoto stesso che ti circonda. Seduta da sola nella tua stanza, la ricolmerai con il tuo amore. Potresti anche essere in prigione: puoi trasformare la tua cella in un tempio, nel giro di un secondo. Nel momento in cui la ricolmi d’amore, non è più una prigione… d’altra parte, perfino un tempio si trasforma in una prigione, se non esiste amore alcuno ღ
(letta da qualche parte)

Wednesday, August 17, 2011

ZaZen di notte, nello zendo esterno

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Luna piena
Ombre lunghe sul prato
Noi

Tuesday, August 16, 2011

Al mio Maestro, nel giorno della mia presa di Rifugio

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Ferma in Viaggio, respirando-mi.
Ho scavalcato la trave  


Monday, August 15, 2011

Dedica...
 (letta ieri durante l'ultimo incontro dello Zenkai)

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...un pensiero alla persona che ieri, durante lo ZaZen del pomeriggio, facendomi entrare nel Suo respiro, mi ha fatto capire la differenza tra prendere e buttare aria e respirare.
A te, che sai chi sei, grazie ღ  


...per quel Tuo abbraccio dal quale non mi sarei più voluta sciogliere...per il tuo sorriso bianchissimo...per il Tuo libro di poesie che mi hai donato...per la dedica "a Mari, Oceano e Onda"...per le Tue poesie a Coltrene, Petrucciani, Lindo Ferretti e a Francesco che è "andato via"...per il Tuo pane...per le Tue parole quando, seduti in cerchio, prendavamo a turno la foglia gialla e Ci raccontavamo...per il Tuo saluto al sole...per il Tuo stupore quando hai visto il piccolissimo Buddha che ho posto nel palmo della Tua mano...per la gioia di quando hai scoperto che era per Te...per il Tutto che ci siamo scambiati respirando-ci e non abbiamo afferrato...
I Shin den Shin...
Gassho!

Wednesday, August 10, 2011

Sono in partenza...

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Un ritiro nella presenza mentale per praticare se stessi, perché trovare se stessi è trovare il dialogo e l’armonia con tutti ღ

12-14 Agosto: Ritiro Zenkai       
  
AL MONASTERO ZEN SANBO-JI TEMPIO DEI TRE GIOIELLI (PR)

Tenuto da: Maestro Tetsugen Serra

Il Ritiro zen ti offre la possibilità di praticare la meditazione seduta zazen e di gioire di una meditazione camminata nella natura, di condividere e di ascoltare le parole di saggezza del Buddha, e  di confrontare le nostre esperienze direttamente con gli insegnamenti del maestro Tetsugen Serra. Un ritiro nella presenza mentale per praticare se stessi perché trovare se stessi e' trovare il dialogo e l’armonia con tutti. Il ritiro è adatto anche a chi si accosta per la prima volta alla meditazione.

Programma:
  • Meditazione Zen
  • Meditazioni camminate nella natura
  • Pratiche di lettura personale
  • Insegnamenti del Maestro
  • Condivisione della Consapevolezza
  • Pasti in consapevolezza vegetariani
  • Incontri personali con il Maestro Tetsugen
Il Ritiro è aperto a tutti, particolarmente indicato per chi inizia a meditare e vuole trascorrere due giorni di ascolto interiore, in semplicità e armonia con se stesso e con la natura circostante.  
  

Tuesday, August 09, 2011

Tra le file del mercato...

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...ho capito che si è persa la bellezza delle cose semplici ღ  

Monday, August 08, 2011

 Elettra

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...mentre ti stringevo a me ho sentito il tuo lievissimo respiro fondersi con il mio ღ

L'impermanenza e' perfezione

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Suzuki Roshi disse: «La rinuncia non consiste nel rinunciare alle cose di questo mondo, ma nell'accettare che se ne vadano via». Tutto è transitorio; prima o poi tutto se ne va. La rinuncia è uno stato di non attaccamento, l'accettazione di ciò che se ne va.
L'impermanenza, infatti, non è che un altro nome della perfezione. Cadono le foglie; i rifiuti e l'immondizia si accumulano; dai rifiuti nascono i fiori e le piante, cose che pensiamo siano adorabili. La distruzione è necessaria. Un buon incendio della foresta è di tanto in tanto necessario; senza distruzione, non potrebbe esserci nuova vita, con la meraviglia che ne segue; il cambiamento costante non potrebbe avvenire.
Perciò dobbiamo vivere e morire; e questo processo è, in sé, la perfezione. Tutto questo cambiamento non è, tuttavia, ciò che avevamo in mente; non siamo portati ad apprezzare la perfezione dell'universo. Siamo portati a cercare un modo per resistere, per restare «per sempre» nella nostra immutevole gloria. Chi, notando i primi capelli grigi, non ha pensato: «Ohi, ohi»?

(Charlotte Joko Beck)

Sunday, August 07, 2011

 ...ho lacrimato leggendola perchè avrei scritto le stesse cose
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La lettera che mio padre ha inviato a me e Ricarda il giorno del nostro matrimonio. Un esempio per tutti. 
 (dalla pagina Facebook di Anna Paola Concia)

Cara Ricarda ed Annapaola,

Solo voi potete sapere quanto é stato duro, difficile ed anche doloroso arrivare a questo giorno di felicità.
Purtroppo io non saró con voi ma ci saranno fratelli e nipoti che vi faranno sentire l'affetto che meritate.
Già da domani tornerete ad affrontare l'intolleranza e in qualche caso addirittura l'odio per chi ha fatto una scelta di amore. Un amore diverso ma non per questo meno intenso e meno puro.
Ho oltre 80 anni e neanche per me é stato facile capire ed accettare fino in fondo. Ma quello che voglio dirvi é né a me né ad altri che dovete rendere conto, ma solo l'una all'altra. Perché il diritto di amarvi é scritto più in cielo che in terra. "In paradiso i matrimoni non ci sono ma l'amore si".
Benvenuta tra noi Ricarda. Per me sarai una figlia, sorella degli altri miei figli e come loro ti amerò.
Paola voglio ringraziarti per avermi donato ancora a questa mia tarda età la voglia di ribellarmi all'ingiustizia.

Auguri Papà

Il deputato del Pd Anna Paola Concia (48 anni) si è unita civilmente in matrimonio con la compagna, la psicologa e criminologa Ricarda Trautmann (44 anni). La cerimonia si è svolta Francoforte, in Germania, stato in cui la cosiddetta "convivenza registrata" è legge fin dal 16 febbraio 2001 (con ulteriori modifiche nel 2009 che ne hanno aumentato l'equiparazione con il matrimonio eterosessuale).
Così é (se vi pare)

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Mi capita spesso di fare delle scommesse con me stessa.
Ad esempio ieri, ero alla cassa del supermercato e la commessa batteva la spesa.
IO:  Scommetti un euro che batte prima la pasta e poi i biscotti?
IO 2: Ok dai. Ma se vinco io poi me lo dai l'euro, non come l'altra volta.
La commessa  batte prima i biscotti e perdo la scommessa. 
Appena arrivo a casa prendo l'euro dal borsellino e lo metto sul tavolo. Lo riprendo e lo metto nel portamonete.
Si vabbè...non vinco mai io! ღ

Saturday, August 06, 2011

Inferenza inconscia
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Abbracciando il mio albero, oggi, ho sentito per un attimo l'odore della tua pelle. Anche se non l'ho mai annusata ღ

Friday, August 05, 2011

«Un cane è Buddha!»

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Un monaco in tutta serietà chiese a Joshu: «Un cane possiede o no la Natura di Buddha?». Joshu rispose: «No!» (Mu)

Commento di Mumon: Nella pratica dello Zen si deve attraversare la barriera innalzata dai patriarchi. Per ottenere quella meraviglia che è detta illuminazione, bisogna recidere tutti i pensieri discriminativi.

La stanza di Mumon

Un cane, Natura di Buddha!
È la rappresentazione del tutto, dell'imperativo assoluto!
Se si comincia a pensare: «La possiede» o «Non la possiede»,
Si è simili a un cadavere.

Non bisogna parlare della «Natura di Buddha» come di una cosa particolare. Tale è il significato del Mu di Joshu. Perciò è chiaro che il Mu non ha nulla a che fare con l'esistenza o la non-esistenza della Natura di Buddha, ma è la natura di Buddha stessa.
La prima strofa della stanza di Mumon dice: 
«Un cane, Natura di Buddha!» - non c'è bisogno del termine "natura".
«Un cane è Buddha» - "è" è ancora superfluo.
«Un cane, Buddha» - è ancora una ridondanza.
«Un cane!» - basta dire questo! O anche «Buddha!». Si sprecano parole quando si dice: «Un cane è Buddha!». Basta dire: «Cane!». Esso è in tutto e per tutto un Buddha" ღ 

(La Sofia & Me)

Thursday, August 04, 2011

My best friend

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Ho un albero amico, nel parco vicino a casa. Ogni tanto vado e l'abbraccio. Lui sta sempre li, mi aspetta e ogni volta che sento il bisogno di abbracciare qualcuno lo faccio attraverso lui ღ 


Wednesday, August 03, 2011

 L'Amore dentro

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Se riuscirete a non dipendere più dalla presenza fisica di coloro che amate, conserverete per sempre il vostro amore e la vostra gioia. Non sarete più soggetti alle circostanze, perché vivrete nell’unico mondo veramente reale: il vostro mondo interiore con il quale siete un tutt’uno. Non appena uscite dal vostro mondo interiore, sentite che gli esseri e le cose vi sfuggono, e siete alla mercé degli eventi.
Sapete forse per quanto tempo l’essere che amate rimarrà accanto a voi? No, forse un giorno se ne andrà. Allora, sforzatevi di porre la vostra coscienza nelle regioni elevate dove le circostanze non hanno alcun potere su di voi, là dove il sol dell’amore non tramonta mai. Proiettatevi nella luce di quell’eterno sole. Fino a quando coloro che amate saranno dentro di voi, nessuna forza al mondo potrà portarveli via ღ

(Omraam Mikhaël Aïvanhov: Il cammino della luce - Biografia di un Maestro Occidentale)
 

Tuesday, August 02, 2011

Io l'ho partorito ed ora che voli libero nel mondo

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Dedicato ai Maestri Zen di tutti i tempi (voce di Massimiliano Milesi Fa Geng Shakya) ღ
Seduta e ri-seduta
 
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...sedermi ed ascoltarmi mi porta nel "qui e ora". E' un "qui e ora" che non mi piace ma è il mio "qui e ora" e devo viverlo cercando di lasciare andare ogni cosa. Abituata a discriminare tra il bene e il male, a giudicarmi e giudicare ogni evento che mi si presenti, non sarà impresa molto facile. Mi ri-siedo e mi ri-ascolto ღ

Monday, August 01, 2011

...celo, celo - mimanca...

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C'è una frase che si usa dire nelle cucine dei ristoranti: di quello che c'è non manca nulla! ecco...di quello che ho non mi manca nulla ღ

( E se ce l'ho perchè mi dovrebbe mai mancare? E se non ce l'ho non ce l'ho. Come fa a mancarti una cosa che non hai? )

Pillola

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You need room in your heart... a big empty space
To sort out what's real from what's not ღ
(Written by Master Hsu Yun )

Sunday, July 31, 2011

Ininterrotta pratica

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 " Non credere che questo silenzio sia inutile e vuoto. Entrare in monastero e fare Zazen in silenzio, o lasciare il monastero e andarsene in giro sono entrambe la forma dell'ininterrotta pratica del monastero. Tale ininterrotta pratica è il regno della libertà dalle condizioni, allo stesso modo per cui il cielo è libero dalla tracce degli uccelli in volo; è il regno dove si è completamente uno con l'intero univers.  Non sprecare il tempo della pratica, ma piuttosto pratica nello spirito di una persona che cerca di estinguere una fiamma tra i suoi capelli. 
Non stare seduto in attesa dell'illuminazione, poiché la grande illuminazione va trovata nelle attività quotidiane, come mangiare o bere tè è l'incessante pratica di essere libero in ogni cosa, qualunque essa sia. Questa vita di un sol giorno è una vita di cui gioire. A causa di ciò, anche se vivi per un sol giorno, se puoi essere destato alla verità, quest'unico giorno è immensamente superiore a una vita eterna. Se quest'‘unico giorno in una vita di cento anni va perduto, potrai mai afferrarlo di nuovo" ღ

Eihei Dogen, Shobogenzo Gyoji - Ininterrotta pratica
Citato nel libro ZEN del Maestro Tetsugen Serra

Saturday, July 30, 2011

Consapevolezza tre

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...perchè inspiro e mi (ti) sento, espiro e mi (ti) sento ღ  

Friday, July 29, 2011

For you... beautiful soul

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...e ritroverai il mio Cuore ogni volta che alzerai lo sguardo verso il cielo ღ 
(immagine scattata dal balcone di casa mia in Legnano)
I wanna fly...i wanna dream...to cross like a star all the universe ღ

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Thursday, July 28, 2011

Consapevolezza due

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...perchè quando mangio, mangio; quando dormo, dormo; quando prego, prego; quando amo, amo; quando rido rido e quando piango, piango.



Consapevolezza

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...perchè quando accendo l'incenso non sto semplicemente dando fuoco ad un bastoncino profumato ღ

Wednesday, July 27, 2011

 Respirando-mi

❀❀❀
Quando la mente è agitata, il respiro diviene affrettato; quando la mente è calma, è calmo anche il respiro. Siedo senza giudicarmi...la calma non tarda mai ad arrivare ღ

Tuesday, July 26, 2011

La storia del poeta Awadhi
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C’è una bella storia musulmana che racconta di un grande poeta, di nome Awadhi.
Awadhi stava sotto il pergolato di una casa, piegato, a osservare dentro un catino.
Passò di lì un mistico sufi di nome Shams.

Shams osservò per un po’ il poeta e quel che stava facendo e infine gli chiese: “Ma che cosa sta facendo lì tutto piegato?”. 

Il poeta rispose: “Sto contemplando la luna in un catino d’acqua”. 
Il mistico scoppiò a ridere apertamente, spontaneamente, fragorosamente...
Il poeta incominciò a sentirsi imbarazzato, anche a causa delle persone che iniziavano a fermarsi a guardarlo, per cui chiese: “Che cosa c’è da ridere? Perché mi rendi ridicolo?”.

Shams, il sufi, rispose: “A meno che tu non ti sia rotto il collo, perché non guardi la luna direttamente nel cielo, anziché il suo riflesso?”.

La luna è lassù oggi, piena, splendente, domani forse un quarto, ieri forse metà, ma in ogni sua manifestazione è la luna vera, mentre il poeta stava a guardare il riflesso. Cercare la verità nelle filosofie, negli “ismi”, sui libri, domandare agli altri, è cercare la luna nel catino.
Lo Zen, se domandi quale sia il significato della vita, non può risponderti, può solo darti dei mezzi per trovare la risposta dentro di te. Se gli domandi come uscire dal dolore, non può darti l’indirizzo della gioia, può solo indicarti la Via alla tua consapevolezza, al tuo modo per uscire dal dolore ღ

(Da Vivere Zen di Carlo Tetsugen Serra)
 

Monday, July 25, 2011

il bianco della crema...il rosso delle fragole...il nero del cioccolato ღ

Sunday, July 24, 2011


Tutte le cose altro non sono se non ciò che noi pensiamo che siano e quindi tutte le cose sono quello che vogliamo che siano. Perciò, tutte le volte che vuoi, smetti di dare un significato alle cose in base a ciò che pensi, sopprimi cioè le opinioni che ti fai intorno a esse.

( Marco Aurelio)

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Ne ho preso consapevolezza oggi passando una piacevole giornata in compagnia di persone che ho sempre giudicato noiose, futili e con nulla in comune con me. Ho capito di essermi sempre soffermata alla loro corteccia senza provare a scavare in profondità. Erano solo pensieri che facevano parte di una mente che è giudicante e discriminatoria. Il bello, il brutto. Il buono, il cattivo.... Come lessi tempo fa da qualche parte: ogni cosa assume un determinato valore solo nel momento in cui la tua mente glielo attribuisce. Ho deciso che questo sarà il mio punto di partenza...

Saturday, July 23, 2011

"Quando arrivò a capo della creazione, Dio si frugò nelle tasche e trovò una manciata di granelli di polvere. Rovesciò le tasche, strofinò i polpastrelli, la polvere cadde e fece la Norvegia, mari e monti, isole e fiordi. Nessun posto del mondo è così bello e così civile".
(A.Sofri)
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La Norvegia, che tanto Amo, l'ho sempre cosiderata prima al Mondo per qualità della vita, per il suo popolo silenzioso, pacifico e laborioso. Oslo è meravigliosa e tutto il Paese è secoli avanti all'Italia. Perchè in Norvegia vige l'onestà in tutti i settori. La criminalità è praticamente inesistente. Non sarà un pazzo furioso 
( o un pazzo furioso "mandato" ) a farmi cambiare idea. 


Cito le le ottime parole di Adriano Sofri in quest'articolo de La Repubblica: Mentre scrivo non so quanti morti è costata la giornata di ieri, nel centro della città e sull'isola dei ragazzi. Mi tornano in mente i cimiteri norvegesi, che somigliano a giardini e si chiamano così. Noi iscriviamo nostri ricordi e saluti sulle tombe dei morti. Là sono i morti a salutare chi è rimasto, con tre monosillabi: "Takk for alt". Grazie di tutto. " ღ

 (Nell'immagine un cimitero-giardino in Trondheim. Agosto 2005)