Saturday, October 27, 2012

Meditazione sul ritorno



L'autunno non e' arrivato.
Le altre stagioni hanno semplicemente cambiato forma, sono tornate sotto altro aspetto.
Tutto e' cosi' semplicemente come appare...


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C'è un qualcosa, ancor prima del cielo e della terra, 
Che è senza forma, senza suono, totalmente solo di per sè.
Esso ha il potere di controllare tutte le cose che mutano; 
Eppure esso non cambia nel corso delle quattro stagioni.

                                                     -Versi al Bodhisattva Shan-hui-


 Il Poema e' tratto da: http://www.sacred-texts.com/bud/zen/poems.htm
 (Tradotti in Italiano da Aliberth Meng)

Thursday, September 27, 2012

 Consapevolezza  V

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Mangiare la polenta sentendo tutta la fatica del contadino.
Perche' dentro ad ogni alimento di cui ci cibiamo possiamo sentire la vita di chi l'ha prodotto. Le loro gioie, i loro dolori, i loro amori, le loro sconfitte.
Mi capita spesso di pensare a questa cosa e mi sento tutt'uno con quel cibo


 

Thursday, August 23, 2012

  Consapevolezza IV

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...e quando ti abitui al niente anche il poco ti sembra tanto ღ




Friday, August 17, 2012

 Liberi di e liberi da...

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Ancora oggi, dopo settimane, mi domando cosa si stessero dicendo. Non lo scopriremo mai e questo e' il bello. Perche' loro hanno parole che sicuramente non riusciremmo ad intendere.
Liberi di vivere quel momento sospesi nel cielo e poi volare via...




Thursday, August 09, 2012


Consapevolezza e abbandono

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Tutto prendo e tutto lascio, anche le cose buone.
Non c'e' nulla da trattenere. 
Esco dalla gabbia.


Sunday, August 05, 2012



Esistenze

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Alte verso l'universo con la loro semplice fragilita'. 
Attorno tutto scorre.


 



Sunday, July 29, 2012



Ognuno potrebbe avere le sue prigioni

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Diamo per scontato che ogni giorno si debba vedere la luce del sole e respirare l'aria dell'universo e poi quando queste, per un motivo qualsiasi, ti vengono a mancare ti rendi conto che non sono indispensabili. 
Sono vitali.
E tra poco scrivero' anch'io "le mie prigioni"...

Sunday, July 22, 2012



Lo Zen del Gatto 
(Elettra)

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Ho tre libri aperti. 
Uno per i momenti di tranquillita' ed e'  "Il Sutra del Cuore"  di Gyatso Tenzin (Dalai Lama), uno per i momenti dove non sono sola e mi e' difficile la concentrazione sicuramente piu' leggero (ma non per questo poco bello, anzi) ed e' "Norwegian Wood - Tokyo Blues" di Haruki Murakami ed un'ultimo per quando sono fuori casa e non ho un libro da leggere (esempio in pausa al lavoro o aspettando il bus) ed e' "Lo Zen del Gatto" di Ludovica Scarpa. 
Quest'ultimo e' un librettino di facile lettura, leggero si ma con momenti in cui ti fa veramente capire quanto un gatto possa essere un vero maestro Zen, un maestro di vita. 
Questa la frase letta ieri prima di mettere l'ennesimo segnalibro... 

Zorro, il nostro maestro zen peloso e striato, lui che non vuol farsi accettare per forza, lui che tiene il mondo sotto i cuscinetti, ci insegna che la cosa più importante è esserci e basta, che non bisognerebbe viver meglio ma semplicemente viver bene. 

D’altronde, basta una “scrollata di coda”


Scritto in quarta di copertina:

Zorro è un gatto speciale, ha una medaglietta ma appartiene solo a se stesso, malgrado il nome non vuole lasciare alcun segno, è calmo e sereno, libero e autonomo, non si lamenta, non si preoccupa, non brontola, non si annoia.

Non ha bisogno di argomenti per essere un buon gatto, lo è e basta. Non si aggrappa alle cose, ci si distende sopra. Il gatto è un piccolo maestro Zen del nostro tempo, delle nostre città, dei nostri appartamenti.

Friday, June 29, 2012

 
Iniziazione di Avalokyteshvara,  il Buddha della Compassione
28 Giugno 2012
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Ieri mattina ho avuto una girandola di emozioni sfociate in commozioni, pianti e sorrisi. 
Avrei voluto non finisse mai ma come tutte le cose ha avuto una fine e un nuovo inizio.
Quello da ieri in poi...


 Dalla pagina web:
Avalokitesvara è la manifestazione della Compassione universale di Buddha: in particolare, appare con questo aspetto dalle mille braccia, a simboleggiare la sua azione di beneficiare tutti gli esseri. Ricevere un'iniziazione significa ricevere da un Maestro qualificato, come Sua Santità, una trasmissione di energia positiva, che permette di creare le cause per ottenere le stesse qualità della Divinità.

Sua Santità conferirà l'iniziazione sulla base della propria grande conoscenza personale e dopo un'accurata preparazione particolare, compiuta appositamente per questo giorno, sulla base di speciali rituali propiziatori. È una cerimonia aperta a tutti, che sicuramente, permetterà di ricevere un grande beneficio e un'autentica benedizione di grande compassione, amorevole gentilezza e non-violenza.

Friday, June 15, 2012


...e dacci oggi il nostro pane quotidiano 

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Il mondo si divide in: quelli che mangiano il cioccolato senza il pane; quelli che non riescono a mangiare il cioccolato se non mangiano anche il pane; quelli che non hanno il cioccolato; quelli che non hanno il pane.
(S.Benni)

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Questa mattina, come tutte le mattine, stavo preparando la borsa con il cibo da portare al lavoro per la pausa pranzo e prendendo il pane mi accorgo che mi ero scordata di scongelarlo. Nel sacchetto di tela c'era solo un panino arabo intero e un pezzo gia' tagliato.
Mi innervosisco pensando che per pranzo avrei dovuto mangiare del pane oramai secco.
E' bastato solo un attimo e il mio pensiero e' andato a chi oggi non avra' nemmeno quel pezzo di pane ღ


Friday, June 01, 2012


Quando il tunnel carpale e il morbo di De Quervain
 diventano la mia pratica quotidiana

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Il giorno 11 di maggio ho subito due interventi, alla mano e al polso. Nulla di grave, molto veloci e all'aparenza "leggeri" ma, come mi diceva la mia amica infermiera, il bello sarebbe arrivato dopo.
E puntualmente, a 15 giorni di distanza, il dopo e' arrivato .
La fisioterapia e i massaggi intensi hanno infiammato molto le ferite e stanno mettendo a dura prova tendini e nervi. Ogni giorno mi trovo una scusa per fare sempre e solo 3 sedute anziche' quattro come impostomi dai medici.
So che e' per il mio bene ma "buttare" tempo prezioso per queste torture mi fa desistere. Anzi mi faceva.
Fino a ieri.
Perche' ieri ho deciso di vedere queste sedute come un mezzo per praticare il momento presente.
Mi siedo al tavolo, faccio tre respiri profondi ed inizio a massaggiare le 3 ferite.
Accarezzo la pelle e premo le cicatrici. Senza pensare al dolore ma al beneficio che ne trarro'.
E funziona. 
Anzi, inizia a piacermi.
Respiro e massaggio, respiro e massaggio. 
Quando ho avuto mai l'occasione di massaggiare cosi' a fondo la pelle delle mie mani con consapevolezza?
Questa mano con i pori allargati, le vene gonfie, i segni del tempo.
Che ha accarezzato, lavorato, pregato, asciugato lacrime, stretto altre mani.
Le mie mani sono parte di me, ci voleva questa pausa per rendermene conto.

E come canta il buon vecchio Zucchero:

Con le mani tu puoi dire di si
Far provare nuove sensazioni
Farsi trasportare dalle emozioni



Wednesday, May 23, 2012

Un po' di botanica: il cedro "Mano di Buddha"
(Citrus medica Digitata)

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Il Citrus medica Digitata è una specie originaria delle regioni indo asiatiche, i cui frutti hanno una forma molto particolare e fuori dal comune in quanto sono suddivisi in sezioni fusiformi, molto simili alle dita di una mano: da qui il nome “Cedro Mano di Buddha”.
Il frutto, così costituito, contiene pochissima polpa e succo, e molta buccia; proprio per queste sue caratteristiche, difficilmente viene utilizzato in cucina. 
Viene invece utilizzato prevalentemente per scopi ornamentali, sia per la particolare forma del frutto, sia per l’abbondante e profumata fioritura.
In Cina veniva inoltre impiegato con scopi religiosi: era usanza porre il frutto sull’altare in modo tale da diffondere il suo profumo nell’ambiente sacro. 

Ecco la pianta che ho deciso di tenere, oltre a basilico, rosmarino, salvia e timo, sul mio B.B. (Barbie - Balconcino). Bella da vedere, gradevole da annusare e...magari scaccia anche le zanzare?
Sarebbe veramente una "Magic Plant"...



(immagini prese dal web)

Saturday, May 19, 2012

 Lo Zen del Gatto

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Osservo Elettra. Elettra come Zorro. Elettra e Zorro come tutti i gatti del mondo. Loro non vogliono essere. Loro sono e basta. 
Noi tutto quello che siamo dobbiamo prima impararlo. E non sempre ci viene bene. A volte bariamo per sentirci sereni. Loro no, loro sono sereni sempre. Noi ci facciamo tremila domande quando scegliamo le loro crocchette. Loro vivono di quello che gli dai. Adesso. 
Loro che vivono dell'attimo. 
L'accarezzo e fa le fusa.

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Zorro è un gatto speciale, ha una medaglietta ma appartiene solo a se stesso, malgrado il nome non vuole lasciare alcun segno, è calmo e sereno, libero e autonomo, non si lamenta, non si preoccupa, non brontola, non si annoia. Non ha bisogno di argomenti per essere un buon gatto, è e basta. Non si aggrappa alle cose, ci si distende sopra. Il gatto è un piccolo maestro Zen del nostro tempo, delle nostre città, dei nostri appartamenti. Il gatto è la nostra meditazione quotidiana

(tratto dal libro che sto leggendo "Lo Zen del Gatto" di Ludovica Scarpa)

 nell'immagine: Elettra, la mia bambina pelosa

Thursday, May 10, 2012


Le cose non sono altro che quello che sono

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Io e l'acqua non abbiamo un buon rapporto. 
Acqua intesa come quella di mari o laghi. Pero' mi piace l'idea del mare associato allo ZaZen. Questo immergersi in una profondita' che nessuno conosce, nemmeno tu che sei li' in quel momento. Avvolta nell'acqua osservo i pesci che arrivano e vanno. Ti girano attorno e spariscono. 
Come i pensieri....

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Nella profondità del mare vi sono un'oscurità, un'immobilità ed una pace perpetue. 
Qui, né tempesta né violenza: il grande corpo del mare non è disturbato dagli umori mutevoli del mondo della superficie. 
In questo è come il corpo umano quando assume la postura di zazen.
Prendere posto sul pavimento, sedersi sui cuscini neri, piegare le gambe e raddrizzare la schiena è stabilirsi nello stato di pace e benessere. 
Giorno dopo giorno, i nostri corpi apprendono nuovamente la loro condizione normale, a ritornare alla stato di quiete, alla quieta profondità del mare.
Ma queste immagini del mare non sono altro che parole, le parole sono solo parole. Possono suggerire il reale, ma non riescono a coglierlo.
Alla fine il Maestro Dogen stesso non aveva nulla da dire su questo stato ineffabile di zazen. 
Ecco perché finì col dire l'unica cosa che conta: che lo zazen non è altro che lo zazen. 
In conclusione, le cose non sono altro che quello che sono. 
Ecco la verità ultima, la conclusione finale ...

 (dagli insegnamenti del Maestro zen Nishijima Roshi)


Sunday, April 15, 2012

Violette del tuo giardino per te

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(son due anni che non si discute più noi due. Bello scherzo che mi hai tirato però!)



Saturday, March 24, 2012

Anche questo e' passeggiare

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Mi e' capitato, per caso, di leggere questo breve racconto. Non trovo parole per commentarlo. Il Silenzio e' quello che esprime il tutto....




"Resoconto delle mie passeggiate" 
di Zheng Rikui


Le montagne erano belle, nel loro paesaggio verdeggiante. Avrei voluto accostare per salirvi, ma il batteliere oppose un rifiuto ostinato. 
  
Non potendo obbligarlo, mi accontentai di salutare le due vette al passaggio. Ecco una passeggiata che non potei fare con le gambe: fu così che passeggiai con gli occhi.

Poco dopo, una brezza fresca e disinvolta prese a soffiare dalle montagne, recandomi profumi cui non seppi dare un nome: fu così che passeggiai con il naso.

Il batteliere mi disse che lì l'acqua era deliziosa; la gustai: era vero; essa scende da una delle diciannove sorgenti che cita Lu Yu nel suo Libro del tè: fu così che passeggiai con la lingua.

Dopo un pò i picchi non furono più visibili neanche in lontananza. Rientrai in cabina, e rintracciai nella memoria i rilievi dei monti e le curve dei sentieri. Poi cominciai a fantasticare: lasciavo il battello per la terraferma, scostavo le erbe per trovare i gradini, mi scioglievo le vesti per salire al punto più alto, da dove contemplavo i massicci montuosi ai miei piedi; erano nobili  e calmi come saggi eruditi, o eroici e focosi come i guerrieri nei ritratti dei palazzi imperiali, ma di certo inferiori allo stesso Yan Guang. Fu così che passeggiai con la mente.

Stanco, m'addormentai appoggiato a una tavola bassa. Cullato da una pioggia sottile, seguii la mia anima nei suoi mutamenti, e presto mi trovai a passeggiare in sogno insieme a lei.
 

Al mio risveglio era già sera. La barca era ormeggiata ad un'isola, e mi sentivo più saldo sulle gambe; pregai il batteliere di versarmi del vino, e l'interrogai più a fondo: "Siete mai salito sulle terrazze del pescatore? Com'è il paesaggio, visto dal monte? Ed è ancora più bello sulla vetta? E tutto quel luogo, fino ai quattro canti dell'orizzonte, è così prodigioso?" Il batteliere rispose ad ogni mia domanda: fu così che passeggiai con le orecchie.

Ah, che squisito piacere! Anche questo è passeggiare! 

(da: Le forme del vento. Paesaggi cinesi in prosa)





Wednesday, March 21, 2012


 A voi, invisibili ai miei occhi

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Tempo fa, sfogliando un libro di poesie, mi capito' di leggere una dedica dello scrittore ad un amico scomparso: per Francesco che e' "andato via".
"Andato via" non toglie il dolore, ma lo rende forse piu' leggero. Andare via non vuol dire scomparire ma semplicemente non essere visibile ai nostri occhi.
Quante persone della mia vita sono "andate via"? Tante, troppe.
Oggi, primo giorno di primavera, violette bianche del mio lago per tutti loro


Sunday, March 18, 2012

...aprendo la finestra

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Odore di terra appena bagnata
Le narici annusano la primavera
Ogni respiro e' ri-nascita


Thursday, March 15, 2012

La domanda sorge spontanea...

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...come avrebbe reagito Mumon davanti alle lamentele del dirimpettaio per le (poche) abbaiate del suo cagnolino?

Un cane ha la Natura di Buddha?
E il dirimpettaio? 



Monday, February 20, 2012

Colors 
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 Il rosso, il giallo, il verde, il blu. Ma il blu che vedo io e' lo stesso blu che vedi tu? E cosi' per il rosso e il giallo e il verde...
(un pensiero che ho fin da quando ero ragazzina)


(per i dadi si ringrazia il " Tate Modern Shop - London" e la mia digital camera)


Sunday, February 12, 2012

E certe volte capita che... mi manchi
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 Chi mi conosce sa che non provo mai la mancanza per le cose fisiche. Non ho attaccamenti di nessun genere per quanto riguarda gli oggetti ma.... a volte certe mancanze si fanno sentire, specialmente la notte, quando nel silenzio della casa volti amati danzano nella mente e nel cuore ღ 
(ho voglia di tornare a scrivere)

...al tempio c'è una poesia intitolata "la mancanza", incisa nella pietra.
Ci sono 3 parole, ma il poeta le ha cancellate.
Non si può leggere la mancanza, solo avvertirla.

-dal Libro che sto leggendo -Memorie di una Geisha-
(nell'immagine: lampada del ristorante cinese di Pogliano Milanese)


Saturday, January 07, 2012

Poesia per il nuovo anno di Shodo Harada Roshi


Ryujin Nami wo maki, kenkon wo nomu
Akumu masa ni sameru, shoji no kon
Isshi asshi kisshi ni kakatte, hana sakashima ni kassu
Konshin saiken su, taihei no moto

Il Drago genera grandi onde e inghiotte il cielo e la terra
Le difficoltà ci hanno aperto gli occhi, tranciando le radici della vita e della morte
Schiacciato da una roccia, appeso a una scogliera, il fiore cresce a testa sotto
Il desiderio per una nuova vita nutre la sorgente della Grande Pace

Shodo Harada Roshi-1 gennaio 2012-Sogenji-Japan

(nell'immagine: cimitero a Canterbury, il 2 di gennaio del  2012)