Wednesday, May 23, 2012

Un po' di botanica: il cedro "Mano di Buddha"
(Citrus medica Digitata)

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Il Citrus medica Digitata è una specie originaria delle regioni indo asiatiche, i cui frutti hanno una forma molto particolare e fuori dal comune in quanto sono suddivisi in sezioni fusiformi, molto simili alle dita di una mano: da qui il nome “Cedro Mano di Buddha”.
Il frutto, così costituito, contiene pochissima polpa e succo, e molta buccia; proprio per queste sue caratteristiche, difficilmente viene utilizzato in cucina. 
Viene invece utilizzato prevalentemente per scopi ornamentali, sia per la particolare forma del frutto, sia per l’abbondante e profumata fioritura.
In Cina veniva inoltre impiegato con scopi religiosi: era usanza porre il frutto sull’altare in modo tale da diffondere il suo profumo nell’ambiente sacro. 

Ecco la pianta che ho deciso di tenere, oltre a basilico, rosmarino, salvia e timo, sul mio B.B. (Barbie - Balconcino). Bella da vedere, gradevole da annusare e...magari scaccia anche le zanzare?
Sarebbe veramente una "Magic Plant"...



(immagini prese dal web)

Saturday, May 19, 2012

 Lo Zen del Gatto

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Osservo Elettra. Elettra come Zorro. Elettra e Zorro come tutti i gatti del mondo. Loro non vogliono essere. Loro sono e basta. 
Noi tutto quello che siamo dobbiamo prima impararlo. E non sempre ci viene bene. A volte bariamo per sentirci sereni. Loro no, loro sono sereni sempre. Noi ci facciamo tremila domande quando scegliamo le loro crocchette. Loro vivono di quello che gli dai. Adesso. 
Loro che vivono dell'attimo. 
L'accarezzo e fa le fusa.

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Zorro è un gatto speciale, ha una medaglietta ma appartiene solo a se stesso, malgrado il nome non vuole lasciare alcun segno, è calmo e sereno, libero e autonomo, non si lamenta, non si preoccupa, non brontola, non si annoia. Non ha bisogno di argomenti per essere un buon gatto, è e basta. Non si aggrappa alle cose, ci si distende sopra. Il gatto è un piccolo maestro Zen del nostro tempo, delle nostre città, dei nostri appartamenti. Il gatto è la nostra meditazione quotidiana

(tratto dal libro che sto leggendo "Lo Zen del Gatto" di Ludovica Scarpa)

 nell'immagine: Elettra, la mia bambina pelosa

Thursday, May 10, 2012


Le cose non sono altro che quello che sono

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Io e l'acqua non abbiamo un buon rapporto. 
Acqua intesa come quella di mari o laghi. Pero' mi piace l'idea del mare associato allo ZaZen. Questo immergersi in una profondita' che nessuno conosce, nemmeno tu che sei li' in quel momento. Avvolta nell'acqua osservo i pesci che arrivano e vanno. Ti girano attorno e spariscono. 
Come i pensieri....

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Nella profondità del mare vi sono un'oscurità, un'immobilità ed una pace perpetue. 
Qui, né tempesta né violenza: il grande corpo del mare non è disturbato dagli umori mutevoli del mondo della superficie. 
In questo è come il corpo umano quando assume la postura di zazen.
Prendere posto sul pavimento, sedersi sui cuscini neri, piegare le gambe e raddrizzare la schiena è stabilirsi nello stato di pace e benessere. 
Giorno dopo giorno, i nostri corpi apprendono nuovamente la loro condizione normale, a ritornare alla stato di quiete, alla quieta profondità del mare.
Ma queste immagini del mare non sono altro che parole, le parole sono solo parole. Possono suggerire il reale, ma non riescono a coglierlo.
Alla fine il Maestro Dogen stesso non aveva nulla da dire su questo stato ineffabile di zazen. 
Ecco perché finì col dire l'unica cosa che conta: che lo zazen non è altro che lo zazen. 
In conclusione, le cose non sono altro che quello che sono. 
Ecco la verità ultima, la conclusione finale ...

 (dagli insegnamenti del Maestro zen Nishijima Roshi)